Rappresentazione teatrale da Alpinisti ciabattoni di A.G. Cagna
in collaborazione con l'Associazione-Teatro TAM TAM di Vercelli
Teatro Civico - 16 dicembre 2004


A.G. Cagna ( 1847 - 1931 ) autore di
Alpinisti ciabattoni


L'isola di S.Giulio al centro del Lago d'Orta,
dove è ambientata la vicenda di Alpinisti ciabattoni


Profilo di Achille Giovanni Cagna

Lo scrittore vercellese Achille Giovanni Cagna (1847-1931) fu allievo della Scuola Tecnica per due anni, come uditore, con risultati alquanto mediocri, attestati dalle schede di valutazione del suo profitto, reperite all'Archivio di Stato: tanto è vero che, abbandonati gli studi, all'età di quattordici anni trovò lavoro dapprima come garzone tuttofare presso un negoziante, in un secondo tempo come aiutante del padre falegname. La sua formazione di autodidatta, appassionato di buone letture, seppure ancora disordinate, si affinò sempre di più nel tempo. Impiegato presso l'azienda di granaglie dello zio materno, diede una svolta alla sua crescita culturale a cominciare dal 1876, in seguito all'incontro con Giovanni Faldella, amico prezioso e figura di riferimento in ambito culturale: a Faldella egli fu debitore di fraterni consigli, di incoraggiamenti, e della frequentazione di intellettuali importanti (tra cui De Amicis, Abba, Ada Negri, Rovetta), grazie ai quali superò i limiti della sua formazione giovanile e poté entrare a pieno titolo nel milieu letterario piemontese del Secondo Ottocento.

 Ma all'Istituto «Cavour» Cagna chiese ed ottenne di ritornare, questa volta come docente, in quanto la Legge Casati permetteva di accedere all'insegnamento, per meriti letterari, anche se sprovvisti del curriculum tradizionale. Per conseguire l'abilitazione all'insegnamento prevista, Cagna, nel 1884, fu costretto a scrivere l'altisonante monografia didattica Marcia di una gente - poi data alle stampe in edizione riservata dalla vercellese Tipografia Coppo nel 1889 - finalizzata a mostrare solide conoscenze di storia «sulle origini dell'umano incivilimento» dai primordi della storia greca e romana fino all'avvento del cristianesimo, che gli valse il titolo, dopo anni di attesa, e un'esperienza triennale in qualità di tirocinante, senza retribuzione, presso l'Istituto Tecnico «Cavour».

Ma ormai Cagna preferì abbandonare una carriera tardiva d'insegnante, tra l'altro non particolarmente redditizia, per continuare la sua attività nell'azienda familiare (presso cui rimase fino al 1909). Del resto aveva già raggiunto un discreto successo con la pubblicazione delle sue opere di narrativa principali, edite per la prima volta proprio in quegli stessi anni: Provinciali (1886), Alpinisti ciabattoni (1888), e La rivincita dell'amore (1891).

Cagna inoltre si dedicava all'attività politica e, ancora più alacremente, alla produzione teatrale e saggistica; riscuoteva apprezzamenti come giornalista della stampa locale e come conferenziere erudito nelle occasioni celebrative cittadine: insomma si sentiva finalmente un "autodidatta laureato", certo rispettoso, ma privo di complessi di inferiorità, nei confronti della cultura e dell'istituzione scolastica.
 

 "Alpinisti ciabattoni"  

Romanzo scapigliato in ragione del linguaggio fantasioso, vernacolare, scatenato: la trama indulge al bozzetto più che al romanzo vero e proprio. Si tratta della storia di due maturi bottegai di paese, che finalmente si concedono una vacanza "da signori": ma abbandonare il microcosmo caldo e rassicurante in cui rinchiusi in una vita intera  si rileva un'esperienza tragicomica. I due coniugi incontrano una pletora di scocciatori, fanno a gara a punzecchiarsi l'un l'altro come mai in vita loro, non traggono vantaggio né piacere da una natura che anzi sembra tormentarli e farsi beffe di loro.
Alcuni episodi di autentica e rara comicità  rendono la lettura esilarante e assolutamente moderna, specialmente nei passi in cui l'autore sembra presagire i futuri destini del turismo di massa.
 

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