CONCORSO EUROPEO
CARA EUROPA TI SCRIVO: SOGNO, REALTA’, FUTURO.
Cara Europa,
sono un ragazzo di vent’anni e mi chiamo Andrea, sono un disabile e frequento l’Istituto Superiore Professionale con indirizzo turistico.
Avrei tante cose da dirti.
Per prima cosa vorrei un’Europa senza ingiustizie verso stati di culture e religioni diverse; anche all’interno dell’Unione Europea continuano ad esserci sostanziali differenze e squilibri tra le nazioni del nord e quelle del sud Europa, e ancor più con le ultime aggregate, quelle dell’est. Le popolazioni delle Nazioni economicamente più deboli, con alle spalle una storia politica travagliata, stentano ad integrarsi nella comunità.
Le difficoltà d’integrazione nascono spesse volte nei paesi benestanti laddove la popolazione non possiede un solido bagaglio culturale: non il semplice nozionismo, ma la capacità di analizzare gli eventi, di confrontarli con quelli della storia, di comprendere altre culture.
L’integrazione avviene solo con la profonda comprensione dell’altro: da “com-prendere”, prendere con sé e in sé quello che sta fuori.
Ascoltando le notizie di cronaca, mi sono convinto che di solito la xenofobia coinvolge le persone senza cultura, con pregiudizi dovuti all’ignoranza e agli stereotipi popolari. La conoscenza delle altre culture, delle altre religioni, delle altre problematiche sociali aiuta a comprendere le altre realtà ed a confrontarsi con esse.
In questo periodo di crisi economica può sembrare più difficile accettare chi viene dagli stati economicamente poveri per lavorare in Europa, perché la sensazione collettiva è quella di un ostacolo alla occupazione della popolazione originale.
Ma in realtà ci dobbiamo confrontare, piaccia o no, con questa realtà che riguarda tutti noi. Le vicende politiche ed economiche degli altri ci riguardano personalmente. In un mondo di globalizzazione mondiale tutte le nazioni sono strettamente collegate in un'unica direzione: se qualcuno soffre, tutti sono corresponsabili. Le frontiere non devono essere barriere invalicabili, ma confini permeabili: conoscere gli altri e imparare a convivere con culture differenti non ci può che rendere più ricchi.
Cara Europa, chiedo dunque che le genti possano usufruire di una più vasta e profonda cultura e che i governi debbano impegnarsi per gestire bene i fondi economici per aiutare i paesi in difficoltà.
Un altro problema che mi preoccupa è quello di trovare seriamente una soluzione alla salute del nostro pianeta. So che è un problema mondiale, ma vorrei che l’Europa fosse d’esempio nella gestione delle fonti energetiche e nel rispetto della natura. So che ci sono alternative al petrolio, so che i costi per convertire le nostre fonti energetiche attuali con altre di minor impatto ambientale sono enormi, so che una nazione da sola non può intraprendere questo percorso; ma tu, Europa, ce la puoi fare e potresti sensibilizzare altre potenze.
Ti chiedo solo di ascoltare di più noi giovani che abbiamo tante idee buone e che erediteremo questo presente che ci fa così preoccupare. Con le nostre idee giovani e la saggezza dei personaggi politici, quelli bravi, potremo avere dei risultati veramente buoni. Per finire ti chiedo dei fondi speciali per ragazzi diversamente abili che vogliono continuare a studiare, a laurearsi, a trovare lavoro per essere più indipendenti e avere una vita normale come tutti.
Cara Europa so che non è facile, ma con l’aiuto e la voglia di tutti ce la puoi fare.
Ciao.
Andrea
Cittadino Europeo e del Mondo.