Laboratorio
antimafia
Referente prof. Maria Loredana Mattioli
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3 aprile 2009 |
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Il ricavato
della vendita del libro verrà devoluto a "Libera. Associazioni, nomi
e numeri contro le mafie" per la ricostruzione di Cascina Arzilla,
bene confiscato a Cosa Nostra in Piemonte. E il nostro contributo è stato un omaggio a Rosario Esposito La Rossa, perché i ragazzi del Laboratorio teatrale hanno rappresentato anche due suoi bellissimi testi, la poesia “Silenzio” e il racconto “In un fiore di fuoco nero” dedicato alla tragica storia di Gelsomina Verde, la ragazza di 22 anni torturata, uccisa e poi bruciata all’interno della sua auto solo perché non aveva voluto raccontare dove si trovava il suo compagno. Non era mai capitato di recitare di fronte all’autore e farlo in una serata così speciale è stato emozionante per gli allievi e per tutti coloro che lavorano con passione per aiutarli a crescere, a diventare cittadini consapevoli e responsabili.
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![]() Rosario e Maddalena con alcuni allievi del laboratorio teatrale |
![]() Rosario Esposito La Rossa e Maddalena Stornaiuolo ospiti d'onore della serata |
![]() Gli allievi del Lanino durante la serata di Libera Vercelli al Salone Dugentesco |
![]() Il rap di Dario nello spettacolo Quando finirà la lunga notte |
![]() Ciuri di campo interpretata da Luana con la band REPARTONUMERO6 |
![]() Le allieve mentre recitano il racconto di Rosario dedicato a Gelsomina |
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21 marzo 2009 |
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Sabato 14 Febbraio presso la nostra scuola, l'Istituto Professionale Lanino, si è tenuto un incontro-assemblea con Andrea Zummo, esponente torinese di Libera, l’associazione nata il 25 marzo 1995 con l'intento di sollecitare la società civile nella lotta alle mafie promuovendo legalità e giustizia. A presentarci Andrea è stato Gabriele Cortella, con il quale avevamo lavorato a novembre nell’ambito del Laboratorio antimafia del Progetto “Scuo-ter-e”. Andrea Zummo ci ha raccontato la storia di Margherita Asta, che non ha potuto partecipare all’incontro, ma che ci auguriamo di avere quanto prima ospite della nostra scuola. Margherita Asta a dieci anni perse la madre Barbara e i fratellini gemelli di 6 anni, Salvatore e Giuseppe, tutti travolti e uccisi dalla violenza di Cosa Nostra in quella che viene ricordata come “la strage di Pizzolungo” del 2 aprile 1985. Obiettivo dell’attentato era il sostituto procuratore di Trapani, Carlo Palermo. La sua auto incontrò lungo il tragitto l’utilitaria guidata da Barbara Asta e la superò proprio nel punto in cui i sicari avevano posizionato la vettura con l’esplosivo. Carlo Palermo fu solo ferito, mentre la mamma e i bambini fecero da scudo e furono dilaniati. Andrea ci ha parlato del grande coraggio di Margherita, del suo impegno quotidiano per far sì che non si dimentichi, promuovendo soprattutto fra gli studenti la cultura della legalità e dell’antimafia. Andrea Zummo ci ha detto che purtroppo Pizzolungo oggi è considerato come un luogo senza memoria, un luogo come tanti, non curato dalle autorità che dovrebbero mantenerne forte il ricordo. Tuttavia proprio dove è avvenuta la strage vi è una stele (realizzata a spese della famiglia) che ritrae la madre di Margherita e i suoi due fratelli e la cosa che più colpisce è la frase che vi è incisa:"RASSEGNATI ALLA MORTE MA NON ALL' INGIUSTIZIA". Andrea Zummo ha voluto rievocare anche quello che accadde nel 1993, quando Cosa Nostra decise di intimorire e fare pressioni psicologiche sui suoi nemici e sulla gente comune attuando una strategia del terrore a Milano, Roma, Firenze. Ha ricordato la morte dello studente di architettura Dario Capolicchio, un ragazzo di soli vent’anni, vittima innocente dell’attentato di via dei Georgofili. Andrea ha sottolineato come, per combattere la mafia, ci dovrebbe essere un forte impegno su tre fronti: ANTIMAFIA REPRESSIVA, ANTIMAFIA DELLO SVILUPPO, ANTIMAFIA SOCIALE/ CULTURALE. Ha infime concluso il suo discorso invitando tutti a partecipare il 21 marzo a Napoli alla Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo di tutti coloro che hanno dato la vita per contrastare le mafie.
Marsida Kaziu 3 A Oss I.P.C. Lanino |
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Abilità e competenze attese: Far conoscere il fenomeno mafioso, l’esperienza di Libera (Associazioni, nomi e numeri contro le mafie) e la storia di alcuni personaggi fondamentali nella lotta alla criminalità organizzata. Gli studenti, attraverso le vite di alcuni uomini e alcune donne che hanno dedicato la loro esistenza alla lotta alle mafie, analizzano quanto questo fenomeno sia pericoloso e penetrante a livello sociale.Scopo del progetto: Sensibilizzare gli studenti su alcune tematiche di attualità e di interesse sociale, promuovendo la partecipazione attiva e la collaborazione in attività che permettono la presa di coscienza e la promozione di protagonismo responsabile e democratico. Incontri con testimoni e scrittori |
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Associazione Libera e Biennale Democrazia Come possiamo contribuire alla lotta contro le mafie? Su questa domanda si è aperto l’incontro avvenuto il 6 novembre nella nostra scuola. Il rappresentante della sezione vercellese, Gabriele Cortella, e il responsabile dell’Associazione Libera per la regione Piemonte, Davide Mattiello, hanno incontrato i ragazzi delle classi quarte, proseguendo un progetto che era già stato avviato l’anno precedente e che quest’anno si collega ad un grande evento, la Biennale Democrazia. Si tratta di una manifestazione culturale di respiro internazionale che avrà luogo a Torino, ad anni alterni, con una prima edizione nell’aprile 2009 e una seconda nel 2011. L’incontro ha messo ben in evidenza che le mafie sviluppano il loro grande potere, non solo perché utilizzano la violenza e la minaccia, non solo perché impongono l’omertà e tendono a controllare il territorio, ma anche e soprattutto perché sanno generare consenso, risolvendo problemi che a volte lo Stato non risolve. Lo fanno però concedendo favori agli “amici degli amici”. Sottomettendosi a questa logica quasi feudale si possono ottenere come favori ciò che dovrebbe invece essere un diritto garantito da uno Stato democratico. “Il messaggio forte ed efficace ci ha colpito anche perché Davide ha usato un linguaggio vicino a quello che noi giovani usiamo quotidianamente; inoltre abbiamo capito che le sue non erano solo parole, ma dietro c’è impegno continuo, sacrificio, lavoro e soprattutto entusiasmo e la speranza di raggiungere un obiettivo difficilissimo: sconfiggere la cultura mafiosa.
Infatti è soprattutto sul piano
culturale che si gioca la partita: occorre impedire alla mentalità
mafiosa di occupare gli spazi pubblici e per questo è necessario che
i giovani vivano nel rispetto della legalità, cominciando anche dai
gesti più piccoli. In definitiva anche a Vercelli, come ovunque,
possiamo combattere contro il sistema mafioso e possiamo farlo
esigendo sempre i nostri diritti e rispettando sempre i nostri
doveri. Certo non è facile ma è l’unica strada possibile!”
(classi quarte I. P. C. “B. Lanino”) |
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Ad accompagnare nella nostra scuola
il giovanissimo scrittore è stato Gabriele Cortella,
referente provinciale di Libera. Al termine dell’incontro Dario
Dappiano, rappresentante d’istituto, ha cantato e dedicato un
brano rap a Rosario. Il
resoconto della giornata è nell’articolo “Ribellatevi,
ora che sapete”. |
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