Viaggio-studio in Bosnia Erzegovina - 8 aprile - 12 aprile 2008
Concorso di Storia Contemporanea  2007-2008
Il viaggio è stato offerto dalla Regione Piemonte e dalla Provincia di Vercelli


Monstar


Sarajevo


Monstar
 


Sarajevo
 

Tuzla
 


Sebrenica
 


Contingente militare italiano
 

Incontro a Torino con
Hasan Salihamidzic
 
   



Aveva 15 anni quando si trovò ad imbracciare un fucile. Sarajevo stava subendo quello che poi è stato definito l’assedio più lungo della storia moderna. Una città di 500.000 abitanti  assediata per quattro anni dalle truppe serbe che avevano occupato le montagne che la circondano. Zoran, la nostra guida in Bosnia Erzegovina, era quel ragazzino e quando abbiamo visitato il tunnel che ha salvato migliaia di persone affamate e disperate, ci ha detto una frase che non dimenticheremo:

“E il mondo stava a guardare”.
 Il tunnel conduceva all’aeroporto, venne scavato in quattro mesi  da volontari bosniaci che lavoravano a turni di otto ore nella più assoluta segretezza, è lungo 800 metri, alto 1, 60 e largo 1 metro. Dina, l’altra guida  del nostro gruppo, ci ha raccontato commossa che i suoi genitori  lo attraversarono quattro  volte per poterla vedere,  rischiando ogni volta la  vita. Ma il tunnel era la salvezza, fatta di  viveri, medicinali, armi, l’unica via di fuga  per migliaia di persone. Noi lo abbiamo percorso per 10 metri.  Il sindaco di Srebrenica Abdurahman Malkic ci ha accolto nel vasto cimitero di Potocari, a pochi  passi dalla città.
A Srebrenica,  fra l’11 e il 21 luglio del 1995, furono massacrati più di 8.000 musulmani bosniaci, tra cui bambini di 12 anni. Nel Memoriale di Potocari, sterminato cimitero musulmano inaugurato da Bill Clinton nel 2003, sono seppellite 2000 vittime. Moltissimi corpi esumati attendono i risultati dei test del Dna per l’identificazione. Il sindaco ci ha detto che “Srebrenica è una macchia scura sulla coscienza dell’umanità, una sconfitta per tutti”. Ma ha anche affermato, augurandoci ogni bene, che la nostra presenza è un sostegno per ricostruire  Srebrenica come società democratica. Dall’altra parte della strada, davanti al Memoriale, c’è una fabbrica, un vasto capannone. E’ uno dei luoghi in cui avvenne il genocidio. Siamo entrati, abbiamo visto un filmato con le immagini di quello che accadde… uomini che piangevano, donne alle quali erano strappati i mariti, i figli…   il racconto straziante dell’ultimo ricordo di una madre… il profilo del figlio dai bellissimi occhi… il dolore di una donna che continua a rimproverarsi per non aver gridato al momento della separazione da suo marito, ma solo pianto in silenzio…

E poi il piccolo museo con gli oggetti ritrovati, accanto alle foto e alla breve storia di 20 vittime del massacro, un braccialetto, due biglie, occhiali rotti, un quaderno di scuola… Non si può raccontare quello che si prova all’interno di  quel luogo. Questi sono alcuni ricordi del viaggio in Bosnia del nostro gruppo di lavoro, quello  della II A dell’Istituto Professionale “B. Lanino” di Vercelli, ma sono tante le immagini che porteremo con noi, insieme agli  insegnanti e agli altri  ragazzi del Piemonte vincitori del Concorso di Storia Contemporanea 2007/2008, promosso dal Comitato regionale Resistenza e Costituzione, in collaborazione con le Province piemontesi e la Direzione generale dell’Ufficio scolastico regionale.

Non dimenticheremo Mostar, con i segni dei bombardamenti e della ricostruzione, con il bellissimo ponte sul fiume Neretva… Sarajevo, bellissima e multietnica, con le sue chiese cattoliche e ortodosse, le  moschee e i minareti… Tuzla, con la nostra partecipazione alla manifestazione  delle donne di Srebrenica che ogni 11 del mese, da 12 anni, sfilano formando una catena di mani che stringono cuscini ricamati con il nome e la data di nascita dei propri cari scomparsi… Ricorderemo il “Camp Butmir” di Sarajevo dove abbiamo incontrato i comandanti e i  militari del contingente italiano in Bosnia Erzegovina, le forze di pace dell’Esercito e l’Arma dei Carabinieri, il pranzo alla loro mensa, la loro gioia nel vederci e i saluti all’Italia.

Un grande ringraziamento al Consiglio Regionale del Piemonte che ha organizzato questo bellissimo viaggio-studio, ricco e intenso, fonte di conoscenza e crescita.

 

Maria Loredana Mattioli e le allieve della II A  dell’Istituto Professionale  Lanino: Zaira Eliana Accettulli, Giulia Condò, Martina Coppo, Desirée Fantinati, Ylenia Fra, Ambra Ravasenga, Francheska Yoseli Sanchez

 

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