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Senza voler risalire agli inizi
storici e gloriosi del nostro Istituto, basta dedicare una attenta
lettura al numero degli allievi iscritti negli ultimi 20 anni per
comprendere il profondo cambiamento avvenuto: agli inizi degli anni '80 il
numero di studenti era di circa 1100 - 1200; nel corrente anno sono 596.
Questi numeri giustificano il primo
interrogativo che l'Istituto si è posto: è ancora richiesta la figura del
Ragioniere e quella del Geometra?
Il secondo consequenziale interrogativo è: se si, quale è e da dove
proviene la richiesta?
Quindi: quali caratteristiche devono avere oggi i nostri Diplomati
per rispondere alle richieste?
Per rispondere a questi interrogativi abbiamo
fatto riferimento ad una Analisi Territoriale già svolta in precedenza, non
aggiornatissima, ma che assai poco si discosta dalla situazione attuale.
ANALISI DEL TERRITORIO: CONTESTO SOCIO-
ECONOMICO- CULTURALE
La Provincia di Vercelli presenta una
popolazione residente nel 1991 di 375.160 unità.2 I dati del
censimento '91 però fanno riferimento all'intera provincia di Vercelli,
caratterizzata da tre aree socio-culturali ed economiche ben distinte:
l'area vercellese, quella biellese e quella valsesiana. La
realtà a cui fa riferimento questo progetto è quella vercellese che deve
essere considerata nel più ampio contesto in cui essa è calata.
La popolazione residente nell'area vercellese
risulta, nel 1991, di 133.459 unità, pari solo al 35.6 % della popolazione
residente nell'intera provincia.
Il livello di scolarizzazione in tale area è illustrato dalla tabella
seguente:
Incidenza percentuale delle quote di popolazione per
titolo di studio sulla popolazione totale di area.
|
Titolo di studio |
% su popolazione totale |
% su dati 1981 |
|
Laureati |
2.9 |
+ 32,6 |
|
Diplomati |
17.6 |
+ 51.0 |
|
Con licenza media inferiore |
27.0 |
+ 25.3 |
|
Con licenza elementare |
37.6 |
- 21.1 |
|
Alfabeti con titolo di studio |
9.4 |
- 38.2 |
|
Analfabeti |
0.9 |
- 12.8 |
I dati dimostrano una tendenza all'aumento delle
quote di popolazione in possesso dei titoli di studio più elevati (laurea,
diploma, licenza di scuola media inferiore), mentre diminuiscono le quote di
popolazione con le qualifiche più basse.
Tale aumento, oltre ad indicare una generica
domanda di formazione, mette in evidenza l'aumento di diplomati e laureati,
facendo così supporre anche per questa area, come per il resto dell'Italia
settentrionale, la domanda di iniziative di arricchimento del proprio
curriculum formativo. L'elevata percentuale di diplomati, infatti, si
associa alla necessità di questi ultimi di diversificarsi sul mercato
del lavoro, mediante corsi di specializzazione qualificanti. Oltre
alla possibilità delle specializzazioni post-diploma (laurea breve, corsi
finanziati dal Fondo Sociale Europeo), per il neo-diplomato risulterà
sicuramente vantaggioso l'aver potuto frequentare, già durante l'ultimo anno
di scuola, un breve corso finalizzato all'approfondimento di alcune
tematiche connesse al diploma di ragioniere.
Ma, per la scelta dei contenuti di tale corso, occorre ancora una volta
analizzare il contesto socio-economico in cui lo studente dovrebbe
utilizzare quanto appreso.
_____________________________________
2 Dati censimento 1991 tratti
da: Provincia di Vercelli, Ufficio di Statistica, Elementi di analisi dei
dati del censimento 1991 per la Provincia di Vercelli -
Popolazione ed abitazioni, Vercelli, 0ttobre 1994
3Alla data del censimento del 1991
Biella non era ancora provincia. Occorre quindi estrapolare dai dati del
censimento quelli riferiti al biellese.
A tale scopo può essere utile vedere la
situazione degli occupati per settore economico nella provincia di Vercelli.
Essi risultano così ripartiti4:
Composizione degli occupati per settore
economico nella provincia di Verelli
|
Agricoltura |
6.0% |
|
Industria |
48.4% |
|
Servizi |
45.6% |
Anche in questo caso,
però, occorre estrapolare i dati dell'area Vercellese perché ben diversa dal
resto della provincia.
Popolazione residente attiva in
condizione professionale per settore economico
Area vercellese5
|
Settore |
Popolazione
attiva |
% |
|
Primario |
6.131 |
11 |
|
Secondario |
20.997 |
37.4 |
|
Terziario |
28.944 |
51.6 |
I dati delle ultime due tabelle dimostrano, per
l'area vercellese, una maggiore incidenza percentuale dell'agricoltura, un
minor perso dell'industria ed un ruolo preponderante del terziario.
Volendo analizzare più nel dettaglio la
situazione dell'area vercellese, osservando anche i trend in atto per
ciascun settore, è utile fare il confronto con i dati del censimento
precedente.
______________________________
4
Dati censimento1991. I dati sono riferiti all'intera provincia di Vercelli,
Biellese compreso.
5
Il settore primario comprende: agricoltura, caccia, silvicoltura, pesca,
piscicoltura e servizi connessi, estrazione di minerali; il settore
secondario: attività manifatturiere, produzione e distribuzione di energia,
costruzioni; il terziario: commercio, alberghi e ristoranti, trasporti e
comunicazioni, intermediazione monetaria e finanziaria, affari immobiliari,
noleggio, informatica, ricerca, P.A. e difesa, assicurazioni, istruzione,
sanità ed altri servizi sociali, altri servizi pubblici e privati
(Censimento 1991, fonte citata)
Occupati per attività economica e posizione
nella professione -
Area del Vercellese
|
Settore e
Posizione |
1981 |
1991 |
Diff. % |
|
|
|
|
|
|
AGRICOLTURA |
12.859 |
9.189 |
- 28.5 |
|
Dipendenti |
2.242 |
1.699 |
- 24.2 |
|
Autonomi |
10.617 |
7.490 |
- 29.4 |
|
|
|
|
|
|
INDUSTRIA |
88.051 |
74.604 |
- 15.2 |
|
Dipendenti |
75.388 |
61.360 |
- 18.6 |
|
Autonomi |
12.663 |
13.244 |
+ 4.5 |
|
|
|
|
|
|
COMMERCIO |
25.700 |
25.707 |
+ 0,02 |
|
Dipendenti |
9.544 |
10.910 |
+ 14.3 |
|
Autonomi |
16.156 |
14.797 |
- 8.4 |
|
|
|
|
|
|
P.A. e SERVIZI
PUBBLICI
E PRIVATI |
37.863 |
44.679 |
+ 18 |
|
Dipendenti |
32.809 |
36.165 |
+ 10.2 |
|
Autonomi |
5.054 |
8.514 |
+ 68.4 |
|
|
|
|
|
|
TOTALE |
164.473 |
154.179 |
- 6.2 |
|
Dipendenti |
119.983 |
110.134 |
- 8.2 |
|
Autonomi |
44.490 |
44.054 |
- 1 |
Dai dati analitici elaborati nell'ultima tabella
emerge che, nonostante la maggior incidenza percentuale degli occupati del
settore primario in cui è compresa l'agricoltura, questi ultimi diminuiscono
se confrontati con i dati del censimento del 1981, comprovando la
diminuzione di occupati in atto in questo settore che diventa così meno
interessante per quanto riguarda l'offerta formativa.
Anche l'occupazione industriale è in flessione rispetto a 10 anni prima,
tanto a livello provinciale, quanto di area.
Nello stesso tempo i dati evidenziano un aumento dei lavoratori autonomi
nell'industria, segno probabilmente di uno sviluppo dell'imprenditorialità
individuale, di una riduzione della dimensione di unità produttive e di una
buona tenuta dell'artigianato industriale.
Ma le informazioni più interessanti riguardano il terziario: esso svolge,
nel corso del decennio fra i due ultimi censimenti, il ruolo di grande
bacino di compensazione delle perdite occupazionali subite dagli altri
settori.
Nel commercio il numero degli occupati rimane
invariato rispetto al 1981. Considerate le variazioni demografiche, si può
dire però che il comparto contribuisce consistentemente al recupero
occupazionale verificatosi nei servizi durante il decennio. Tale recupero
avviene però soprattutto sul versante dei lavoratori dipendenti.
Altrettanto consistente il recupero nell'altro
ramo terziario, quello costituito dalla "pubblica amministrazione e servizi
sociali e privati"". Qui l'incremento occupazionale avviene tanto per quanto
riguarda i lavoratori dipendenti, quanto tra i lavoratori autonomi.
Dall'esame dei dati sopra riportati possono essere pertanto tratte le
seguenti conclusioni relativamente al contesto socio-economico del
territorio:
-
I settori che offrono maggiore
occupazione sono il secondario e il terziario. In tali settori, il
ragioniere può ricoprire numerose mansioni, nei settori gestionali più
disparati.
-
Il terziario assume un ruolo
fondamentale nella realtà vercellese e, se si considera la crescita della
grande distribuzione in quest' area, in esso assume una particolare
importanza il commercio. Nell'ambito del commercio poi, rilevanti sono le
conoscenze relative alle tecniche di vendita se si considera anche un altro
dato statistico: la forte domanda di agenti, rappresentanti, procacciatori
d'affari.
-
Si sta sviluppando l'imprenditorialità
individuale. Per intraprendere un'attività d'impresa occorrono, oltre
all'iniziativa ed alla creatività, gli strumenti di analisi necessari per
valutare la propria idea imprenditoriale nel contesto in cui essa dovrebbe
trovare realizzazione.
-
E' abbastanza sviluppato l'artigianato
industriale. Le aziende artigiane sono generalmente di piccole dimensioni
(si veda il punto successivo)
-
E' rilevante la presenza di unità produttive di
piccole dimensioni. Queste ultime tendono a esternalizzare numerose funzioni
aziendali, affidandosi a consulenti esterni (centri servizi) e contribuendo
a creare un ampio indotto terziario.
Se questo è il contesto socio-economico
dell'area vercellese, da cui emerge una domanda di formazione volta a
soddisfare i bisogni che la sua analisi ha evidenziato, occorre ancora, al
fine di uno studio completo, soffermarsi sull'offerta formativa di quest'
area.
Essa risulta essere prevalentemente
caratterizzata dai corsi tradizionali di studio frequentabili presso le
scuole pubbliche e da alcuni corsi post-diploma finanziati dal Fondo Sociale
Europeo.
Non esistono in quest' area agenzie o centri di
formazione come Texilia, città Studi (Biella), ecc. in grado di
offrire un'ampia gamma di corsi, nei campi più disparati. La realtà
vercellese pertanto non offre un adeguato numero di opportunità, oltre alla
formazione scolastica tradizionale, capace di soddisfare la domanda in un
regime di libero mercato.
Ad una domanda latente, confermata dai dati del censimento del '91, non
corrisponde quindi un'efficace offerta.
Dalle analisi si rileva quanto segue:
è divenuta indispensabile la costruzione di un
curricolo di studi articolato, rinnovato ed integrato, che qualifichi
maggiormente la figura del diplomato, dia soddisfazione all'utenza, sia
efficiente ed efficace e, soprattutto, sia in grado di offrire la
sfaccettata preparazione oggi richiesta dal mondo del lavoro.
Per far fronte a questi bisogni, come sarà illustrato
in seguito, l'ITCG Cavour:
- ha arricchito il percorso
formativo curricolare;
- ha sviluppato il percorso formativo integrato curricolare ed
extra-curricolare;
- offre una vasta gamma di
attività extra-curricolari, l’integrazione con la formazione
professionale, i Corsi Post-diploma.
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