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L'analisi del territorio.
 Il Cavour e il mondo del lavoro, Indagine sulle opportunità occupazionali dei diplomati
degli anni scolastici 1998 / 1999, 1999 / 2000, 2000 / 2001


Senza voler risalire agli inizi storici e gloriosi del nostro Istituto, basta dedicare una attenta lettura al numero degli allievi iscritti negli ultimi 20 anni per comprendere il profondo cambiamento avvenuto: agli inizi degli anni '80 il numero di studenti era di circa 1100 - 1200; nel corrente anno sono 596.

Questi numeri giustificano il primo interrogativo che l'Istituto si è posto: è ancora richiesta la figura del Ragioniere e quella del Geometra?
Il secondo consequenziale interrogativo è: se si, quale è e da dove proviene la richiesta?
Quindi: quali caratteristiche devono avere oggi i nostri Diplomati per rispondere alle richieste?

Per rispondere a questi interrogativi abbiamo fatto riferimento ad una Analisi Territoriale già svolta in precedenza, non aggiornatissima, ma che assai poco si discosta dalla situazione attuale.

ANALISI DEL TERRITORIO: CONTESTO SOCIO- ECONOMICO- CULTURALE

La Provincia di Vercelli presenta una popolazione residente nel 1991 di 375.160 unità.2 I dati del censimento '91 però fanno riferimento all'intera provincia di Vercelli, caratterizzata da tre aree socio-culturali ed economiche ben distinte: l'area vercellese, quella biellese e quella valsesiana. La realtà a cui fa riferimento questo progetto è quella vercellese che deve essere considerata nel più ampio contesto in cui essa è calata.

La popolazione residente nell'area vercellese risulta, nel 1991, di 133.459 unità, pari solo al 35.6 % della popolazione residente nell'intera provincia.
Il livello di scolarizzazione in tale area è illustrato dalla tabella seguente:

Incidenza percentuale delle quote di popolazione per titolo di studio sulla popolazione totale di area.

Titolo di studio

% su popolazione totale

% su dati 1981

Laureati

2.9

+ 32,6

Diplomati

17.6

+ 51.0

Con licenza media inferiore

27.0

+ 25.3

Con licenza elementare

37.6

- 21.1

Alfabeti con titolo di studio

9.4

- 38.2

Analfabeti

0.9

- 12.8

I dati dimostrano una tendenza all'aumento delle quote di popolazione in possesso dei titoli di studio più elevati (laurea, diploma, licenza di scuola media inferiore), mentre diminuiscono le quote di popolazione con le qualifiche più basse.

Tale aumento, oltre ad indicare una generica domanda di formazione, mette in evidenza l'aumento di diplomati e laureati, facendo così supporre anche per questa area, come per il resto dell'Italia settentrionale, la domanda di iniziative di arricchimento del proprio curriculum formativo. L'elevata percentuale di diplomati, infatti, si associa alla necessità di questi ultimi di diversificarsi sul mercato del lavoro, mediante corsi di specializzazione qualificanti. Oltre alla  possibilità delle specializzazioni post-diploma (laurea breve, corsi finanziati dal Fondo Sociale Europeo), per il neo-diplomato risulterà sicuramente vantaggioso l'aver potuto frequentare, già durante l'ultimo anno di scuola, un breve corso finalizzato all'approfondimento di alcune tematiche connesse al diploma di ragioniere.
Ma, per la scelta dei contenuti di tale corso, occorre ancora una volta analizzare il contesto socio-economico in cui lo studente dovrebbe utilizzare quanto appreso.
_____________________________________

2 Dati censimento 1991 tratti da: Provincia di Vercelli, Ufficio di Statistica, Elementi di analisi dei dati del censimento 1991 per la Provincia di Vercelli - Popolazione ed abitazioni, Vercelli, 0ttobre 1994

3Alla data del censimento del 1991 Biella non era ancora provincia. Occorre quindi estrapolare dai dati del censimento quelli riferiti al biellese.


A tale scopo può essere utile vedere la situazione degli occupati per settore economico nella provincia di Vercelli. Essi risultano così ripartiti4:

Composizione degli occupati per settore economico nella provincia di Verelli

Agricoltura

6.0%

Industria

48.4%

Servizi

45.6%

Anche in questo caso, però, occorre estrapolare i dati dell'area Vercellese perché ben diversa dal resto della provincia.

Popolazione residente attiva in condizione professionale per settore economico
Area vercellese5

Settore

Popolazione attiva

%

Primario

6.131

11

Secondario

20.997

37.4

Terziario

28.944

51.6

I dati delle ultime due tabelle dimostrano, per l'area vercellese, una maggiore incidenza percentuale dell'agricoltura, un minor perso dell'industria ed un ruolo preponderante del terziario.

Volendo analizzare più nel dettaglio la situazione dell'area vercellese, osservando anche i trend in atto per ciascun settore, è utile fare il confronto con i dati del censimento precedente.
______________________________

4 Dati censimento1991. I dati sono riferiti all'intera provincia di Vercelli, Biellese compreso.

5 Il settore primario comprende: agricoltura, caccia, silvicoltura, pesca, piscicoltura e servizi connessi, estrazione di minerali; il settore secondario: attività manifatturiere, produzione e distribuzione di energia, costruzioni; il terziario: commercio, alberghi e ristoranti, trasporti e comunicazioni, intermediazione monetaria e finanziaria, affari immobiliari, noleggio, informatica, ricerca, P.A. e difesa, assicurazioni, istruzione, sanità ed altri servizi sociali, altri servizi pubblici e privati (Censimento 1991, fonte citata)


Occupati per attività economica e posizione nella professione -
Area del Vercellese

Settore e Posizione

1981

1991

Diff. %

 

 

 

 

AGRICOLTURA

12.859

9.189

- 28.5

Dipendenti

2.242

1.699

- 24.2

Autonomi

10.617

7.490

- 29.4

 

 

 

 

INDUSTRIA

88.051

74.604

- 15.2

Dipendenti

75.388

61.360

- 18.6

Autonomi

12.663

13.244

+ 4.5

 

 

 

 

COMMERCIO

25.700

25.707

+ 0,02

Dipendenti

9.544

10.910

+ 14.3

Autonomi

16.156

14.797

- 8.4

 

 

 

 

P.A. e SERVIZI PUBBLICI
E PRIVATI

37.863

44.679

+ 18

Dipendenti

32.809

36.165

+ 10.2

Autonomi

5.054

8.514

+ 68.4

 

 

 

 

TOTALE

164.473

154.179

- 6.2

Dipendenti

119.983

110.134

- 8.2

Autonomi

44.490

44.054

- 1

Dai dati analitici elaborati nell'ultima tabella emerge che, nonostante la maggior incidenza percentuale degli occupati del settore primario in cui è compresa l'agricoltura, questi ultimi diminuiscono se confrontati con i dati del censimento del 1981, comprovando la diminuzione di occupati in atto in questo settore che diventa così meno interessante per quanto riguarda l'offerta formativa.
Anche l'occupazione industriale è in flessione rispetto a 10 anni prima, tanto a livello provinciale, quanto di area.
Nello stesso tempo i dati evidenziano un aumento dei lavoratori autonomi nell'industria, segno probabilmente di uno sviluppo dell'imprenditorialità individuale, di una riduzione della dimensione di unità produttive e di una buona tenuta dell'artigianato industriale.
Ma le informazioni più interessanti riguardano il terziario: esso svolge, nel corso del decennio fra i due ultimi censimenti, il ruolo di grande bacino di compensazione delle perdite occupazionali subite dagli altri settori.
Nel commercio il numero  degli occupati rimane invariato rispetto al 1981. Considerate le variazioni demografiche, si può dire però che il comparto contribuisce consistentemente al recupero occupazionale verificatosi nei servizi durante il decennio. Tale recupero avviene però soprattutto sul versante dei lavoratori dipendenti.
Altrettanto consistente il recupero nell'altro ramo terziario, quello costituito dalla "pubblica amministrazione e servizi sociali e privati"". Qui l'incremento occupazionale avviene tanto per quanto riguarda i lavoratori dipendenti, quanto tra i lavoratori autonomi.
Dall'esame dei dati sopra riportati possono essere pertanto tratte le seguenti conclusioni relativamente al contesto socio-economico del territorio:

  •  I settori che offrono maggiore occupazione sono il secondario e il terziario. In tali settori, il ragioniere può ricoprire numerose mansioni, nei settori gestionali più disparati.

  • Il terziario assume un ruolo fondamentale nella realtà vercellese e, se si considera la crescita della grande distribuzione in quest' area, in esso assume una particolare importanza il commercio. Nell'ambito del commercio poi, rilevanti sono le conoscenze relative alle tecniche di vendita se si considera anche un altro dato statistico: la forte domanda di agenti, rappresentanti, procacciatori d'affari.

  • Si sta sviluppando l'imprenditorialità individuale. Per intraprendere un'attività d'impresa occorrono, oltre all'iniziativa ed alla creatività, gli strumenti di analisi necessari per valutare la propria idea imprenditoriale nel contesto in cui essa dovrebbe trovare realizzazione.

  •     E' abbastanza sviluppato l'artigianato industriale. Le aziende artigiane sono generalmente di piccole dimensioni (si veda il punto successivo)

  •     E' rilevante la presenza di unità produttive di piccole dimensioni. Queste ultime tendono a esternalizzare numerose funzioni aziendali, affidandosi a consulenti esterni (centri servizi) e contribuendo a creare un ampio indotto terziario.
     


Se questo è il contesto socio-economico dell'area vercellese, da cui emerge una domanda di formazione volta a soddisfare i bisogni che la sua analisi ha evidenziato, occorre ancora, al fine di uno studio completo, soffermarsi sull'offerta formativa di quest' area.

Essa risulta essere prevalentemente caratterizzata dai corsi tradizionali di studio frequentabili presso le scuole pubbliche e da alcuni corsi post-diploma finanziati dal Fondo Sociale Europeo.

Non esistono in quest' area agenzie o centri di formazione come Texilia, città Studi (Biella), ecc. in grado di offrire un'ampia gamma di corsi, nei campi più disparati. La realtà vercellese pertanto non offre un adeguato numero di opportunità, oltre alla formazione scolastica tradizionale, capace di soddisfare la domanda in un regime di libero mercato.
Ad una domanda latente, confermata dai dati del censimento del '91, non corrisponde quindi un'efficace offerta.

Dalle analisi si rileva quanto segue:

è divenuta indispensabile la costruzione di un curricolo di studi articolato, rinnovato ed integrato, che qualifichi maggiormente la figura del diplomato, dia soddisfazione all'utenza, sia efficiente ed efficace e, soprattutto, sia in grado  di offrire la sfaccettata preparazione oggi richiesta dal mondo del lavoro.

Per far fronte a questi bisogni, come sarà illustrato in seguito, l'ITCG Cavour:

- ha arricchito il percorso formativo curricolare;
- ha sviluppato il percorso formativo integrato curricolare ed extra-curricolare;
- offre una vasta gamma di attività extra-curricolari, l’integrazione con la formazione  professionale, i Corsi Post-diploma.
                
 

 

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