CENTRO  TERRITORIALE  PERMANENTE  PER   L’EDUCAZIONE  IN   ETA’ ADULTA 
ITGC  “CAVOUR”  VERCELLI

Progetto “CTP  -  GEOMETRI”
DIDATTICA INTEGRATA PER LA REALIZZAZIONE DI UN PERCORSO SCOLASTICO PARALLELO FINALIZZATO AL RECUPERO DELLA SCOLARITA’ DI BASE E TECNICA SUPERIORE.

 1   PREMESSA

Questo progetto nasce dalla esigenza di costituire un percorso didattico parallelo al curricolo scolastico tradizionale, che possa favorire il rientro a scuola di tutta quella fascia di utenza che, per vari motivi, ha dovuto interrompere il proprio percorso didattico consueto e desideri rientrare a completare, parzialmente o totalmente, la propria formazione.

Sarà però essenziale organizzare in modo flessibile l’offerta formativa sia da un punto di vista dei curricoli che della organizzazione tecnica dei corsi, integrando le già positive esperienze di flessibilità formativa dei CTP e degli IPSIA con l’esempio già realizzato in altre realtà come il Progetto “Polis 2000” di Casale Monferrato (AL). Queste metodologie sono particolarmente utili anche in realtà carcerarie dove la limitatezza di ambienti e orari può essere mitigata da una struttura scolastica flessibile.
L’obiettivo dichiarato è, dunque, favorire il rientro nel percorso formativo dell’utenza che se ne è allontanata favorendone in tutti i modi la frequenza con unità modulari organizzate. 

IL TERRITORIO E I DESTINATARI

Caratteristiche sociali, economiche, produttive, formative. 
Il progetto “ Scuola  Parallela” è destinato ad un ambito territoriale che fa riferimento al circondario di Vercelli. Il territorio che fa riferimento a Vercelli comprende, ovviamente, tutto il basso vercellese ma anche porzioni delle Province di Novara e Pavia, come Palestro, Vinzaglio ecc.
L’evoluzione demografica della zona è fortemente negativa, basti pensare al calo demografico che ha subito la città di Vercelli dagli anni ’60 al 2000, in cui si è passati dai 56.000 abitanti agli attuali 48.000, con una diminuzione costante. 
Paralleli alla diminuzione della popolazione sono l’aumento dell’età media, la diminuzione del numero di persone per famiglia, la diminuzione del tasso di natalità e dell’indice di fecondità: in una parola l’invecchiamento della popolazione è generale.
L’economia vercellese è anche in forte crisi essendo fortemente condizionata da un settore agricolo monocolturale a basso tasso di sviluppo. Praticamente inesistenti sono le iniziative imprenditoriali locali che lasciano il posto a industrie o attività provenienti da altre parti del Paese.
Il settore terziario è costituito prevalentemente da servizi legati alla Pubblica Amministrazione e da servizi commerciali anche di grandi dimensioni insediatisi negli ultimi anni nella parte periferica della città ad opera, quasi sempre, di imprenditoria non – cittadina.
Conseguentemente la situazione occupazionale si presenta pessima con una forte tendenza alla “migrazione” verso Torino o Milano del personale con un elevato grado di specializzazione – istruzione. Vi sono però richieste di forze lavoro di medio – basso livello di specializzazione in iniziative industriali e artigianali locali.

A queste caratteristiche sociali ed economiche fa fronte un sistema scolastico formativo che comprende quattro indirizzi liceali ( Classico, Scientifico, Linguistico e Socio-psico-pedagogico), tre professionali ( Aziendale, Turistico e per l’industria e l’Artigianato), un corso per Geometri ed uno per Ragionieri, un ITIS a cinque indirizzi; la formazione professionale è presente con una sede CNOS, una della Casa della Carità e il COVERFOR.
A fronte di una gamma di offerta formativa abbastanza vasta, si registra un forte fenomeno di dispersione scolastica, particolarmente rilevante nel biennio iniziale dell’ITIS.

Sia l’ITIS sia l’Istituto Tecnico per Geometri hanno avviato progetti SIRIO per l’effettuazione di Corsi Serali, ma si segnalano grosse difficoltà di reperimento dell’utenza a causa della scarsa flessibilità di questi corsi.
All’utenza tradizionale si aggiunge la realtà della Casa Circondariale di Vercelli che interessa circa 400 persone ristrette. Si tratta, generalmente, di adulti (20 – 35 anni), in maggioranza uomini, dalla bassa scolarizzazione che hanno l’opportunità di seguire corsi di scuola elementare e media.

UTENZA INTERESSATA

Si pone quindi l’esigenza di fornire un servizio a due fasce di popolazione: adulti interessati a migliorare la propria formazione e collocazione professionale; giovani prematuramente usciti dal sistema scolastico. In entrambe le fasce sono compresi gli alunni stranieri che frequentano i corsi di alfabetizzazione del CTP.
E’ questo il tipo di bisogni che tenta di dare risposta il progetto “ S c u o l a   P a r a l l e l a “.
Parallelamente ad esso si stà sviluppando il Progetto “Labor” per una stretta connessione tra il CTP e il Liceo Psicopedagogico. Il Progetto “Scuola Parallela” vuole consentire di sviluppare il rientro in formazione nel settore tecnico – professionale che appare il più aderente alle aspirazioni dell’utenza a cui è destinato.
In questa ottica si intende, quindi, aumentare la gamma dell’offerta formativa con il collegamento agli indirizzi Tecnici del progetto Sirio o dei Corsi Tradizionali e Sperimentali di Geometri e Ragionieri.
Con la prospettiva della integrazione curricolare dell’apparato didattico scolastico con la formazione tecnica, per consentire sia una maggiore aderenza alle richieste di figure professionali di pronta occupabilità, sia un ingaggio più appetibile a giovani probabilmente delusi e diffidenti dalle precedenti esperienze scolastiche, sia infine per consentire uscite intermedie ( definitive o anche momentanee) che non siano prive di qualunque attestato di credito formativo.

3.    SOGGETTI  COINVOLTI

La caratteristica di fondo del progetto “Scuola Parallela” è quella di essere un progetto “aperto” frutto di una concezione di adattamento alle esigenze formative locali e di coinvolgimento di strutture didattiche e formazionali presenti sul territorio.
In questa prima fase i soggetti coinvolti sono quelli promotori, vale a dire il CTP di Vercelli e l’Istituto Tecnico “ Cavour” di Vercelli. Ma viene considerata la totale disponibilità a coinvolgere altre strutture scolastiche, collegandosi anche al Progetto “Labor” o ad altre iniziative con Centri di Formazione Professionale, anche privati, per una maggiore articolazione dell’offerta formativa.

Si è costituito il Gruppo di Progetto formato da docenti del CTP d dell’ITSCG per la stesura del progetto con relativi Programmi.
Questo lavoro ha prodotto la sottoscrizione di una convenzione, con lo scopo di formalizzare gli impegni che i soggetti partecipanti, ciascuno nel proprio ambito di competenze, hanno assunto per realizzare e dare continuità al progetto.

  I soggetti sottoscrittori sono:

 CTP “ Lanino “
 l’ITSCG di Vercelli

  OBIETTIVI

La sperimentazione che si intende realizzare nell’a. s. 2003 – 2004, si pone prioritariamente due obiettivi:

  • Dare una opportunità ( soprattutto a giovani adulti che hanno abbandonato il regolare percorso formativo senza conseguire titoli o qualifiche di rientro in formazione, sia per sviluppare il proprio bagaglio culturale sia per migliorare il livello di occupabilità, attraverso:
    a)       un percorso di potenziamento delle capacità di base e di riorientamento professionale, che può avere come sbocco l’idoneità al terzo anno dell’istruzione secondaria superiore;
    b)  
          il proseguimento in un percorso finalizzato al conseguimento di un diploma di maturità

  • Mettere in atto un modello di formazione di tipo modulare e flessibile, che consenta la individualizzazione dei percorsi sia in rapporto a interessi/ conoscenze dei singoli utenti sia in rapporto alle loro disponibilità e capacità di apprendimento. Non si tratta, è bene precisarlo, semplicemente di ridurre il numero di anni necessari per giungere al conseguimento di titoli di studio, ma di sperimentare itinerari diversi e alternativi a quelli tradizionali, ancora sostanzialmente ancorati alla centralità dell’insegnante a all’apprendimento per materie scandito in anni scolastici. Si tratta quindi di costruire itinerari che puntino sul coinvolgimento attivo dei soggetti, facciano riferimento a competenze e saperi che puntino sul coinvolgimento attivo dei soggetti, facciano riferimento a competenze e saperi da acquisire attraverso un sistema di unità capitalizzabili ( da costruire anche in rapporto alle caratteristiche di profili professionali aggiornati) e riconoscano crediti formativi e di lavoro.

5.       DESCRIZIONE DELL’INTERVENTO FORMATIVO

In rapporto agli obiettivi generali precedentemente delineati e alla rilevazione dei bisogni formativi, si ipotizza un intervento formativo così articolato:

Percorso  A:  ( n° minimo di ore previste: 600) per giovani e adulti che hanno conseguito la        Licenza Media e vogliono completare l’obbligo scolastico e ottenere l’idoneità al terzo anno di Scuola Superiore.

Esso si propone:

  •  il potenziamento di abilità di base relative all’area linguistica, scientifica e tecnologica, orientato al raggiungimento di una “ nuova soglia “ di alfabetismo funzionale oggi necessario per mettere l’individuo in grado di agire nella vita privata, nella società, nella propria professione e nel rapporto con l’istituzione educativa.

  •  l’acquisizione dei contenuti essenziali delle discipline tecniche del biennio di riferimento individuato dall’ITSCG: Geometri.

  •  la preparazione all’esame di idoneità al terzo anno del Corso Geometri.


Percorso  B:  ( n° minimo di ore previste: 1500) per adulti che hanno l’idoneità al terzo anno di Istruzione secondaria superiore e vogliono completare la Scuola Superiore.

Articolato su un’area culturale comune ai due indirizzi individuati e su insegnamenti specifici per ciascuno di essi rappresenta il completamento del livello di Istruzione Secondaria Tecnica per Geometri. Per tutti i percorsi è stato indicato il numero complessivo di ore previste e non la durata in anni scolastici, perché in un modello formativo di tipo modulare ciò che conta è la scansione in segmenti/ unità certificabili. Le unità e la certificazione del possesso delle conoscenze e abilità ad esse corrispondenti sono le vere tappe obbligate del percorso.

Ogni corsista sarà fornito di un Libretto Personale ( da elaborare) sul quale saranno annotati tutti i crediti formativi, compresi quelli di ingresso, con relativa modalità di valutazione. 
La certificazione rilasciata farà prioritariamente riferimento alle competenze acquisite dal corsista durante il percorso formativo.

Nelle attività formative saranno coinvolti sia docenti del CTP, sia docenti degli istituti superiori che partecipano alla sperimentazione, sia formatori ed esperti provenienti dalla formazione professionale.

5.1.   Percorso A: ( n° minimo di ore previste:600) per giovani e adulti che hanno conseguito la Licenza Media e vogliono completare l’obbligo scolastico e ottenere l’idoneità al terzo anno di Scuola Superiore.
Avrà inizio con una fase di accoglienza, si concluderà con la certificazione di eventuali crediti e la stipulazione di un patto formativo.

Questa fase iniziale è di particolare importanza perché serve ad introdurre alcuni degli elementi portanti nella organizzazione del lavoro didattico. Primo fra tutti il carattere processuale del modello formativo, che consiste sostanzialmente nel far assumere alle persone responsabilità diretta nella gestione dei percorsi di apprendimento, coinvolgendole nella diagnosi dei bisogni, nella formulazione degli obiettivi del programma, nella progettazione delle esperienze di apprendimento, nella scelta delle tecniche e dei materiali adatti, nella valutazione dei risultati. 
E’ in questa fase che bisognerà rilevare e far emergere progetti di crescita personale e/o professionale; costruire un quadro delle conoscenze e delle competenze che i progetti mettono in gioco: quelle che già si hanno e quelle da acquisire, consentire agli allievi di rendersi conto che si può imparare a imparare.

Conclusa questa fase, avrà inizio il lavoro con le “ UNITA’ FORMATIVE MODULARI”.  Ogni singola unità forma un tutto, in modo che possa essere autonomamente certificata e costituire così un credito formativo capitalizzabile.

UNITA' FORMATIVE INDIVIDUATE

Le attività formative assumeranno modalità differenti in rapporto agli obiettivi (risultati attesi) e ai contenuti di ciascuna Unità. In ogni caso, il ricorso a strumenti quali: lezioni, lavori di gruppo, studio individuale, momenti collettivi di discussione e confronto, esercitazioni strutturate, autoistruzione assistita, simulazioni, interviste, tutoring, ecc., sarà improntato all’idea guida che il formatore assumerà principalmente la funzione di facilitatore di apprendimento, persona che cercherà di aiutare l’allievo ad organizzarsi il proprio apprendimento, a pianificare il modo in cui acquisirà determinati contenuti ricorrendo ad una varietà di risorse e strategie.

Percorso B: il diploma di maturità

UFM generali

UFM specifiche

Le attività formative assumeranno modalità differenti in rapporto agli obiettivi ( risultati attesi) e ai contenuti di ciascuna Unità. In ogni caso, il ricorso a strumenti quali: lezioni, lavori di gruppo, studio individuale, momenti collettivi di discussione e confronto, esercitazioni strutturate, autoistruzione assistita, simulazioni interviste, tutoring ecc., sarà improntato all’idea guida che il formatore assumerà principalmente la funzione di facilitatore di apprendimento, persona che cercherà di aiutare l’allievo ad organizzarsi il proprio apprendimento, a pianificare il modo in cui acquisirà determinati contenuti ricorrendo ad una varietà di risorse e strategie.

6.   FATTIBILITA’ E COSTI

La progettazione e la realizzazione del progetto necessitano della condivisione metodologica e didattica da parte dei docenti direttamente impegnati nel Progetto e da parte dei colleghi docenti degli Istituti che sottoscrivono o sottoscriveranno la convenzione. Infatti i contenuti, gli obiettivi formativi, i criteri di valutazione devono essere concordati secondo le linee guida dei rispettivi P:O:F: Da ciò si evince la rilevanza territoriale del progetto intorno al quale nasce una rete di scuole coinvolte nella progettazione e nella sperimentazione di percorsi formativi caratterizzati dall’innovazione metodologica ed organizzativa promossa dalla riforma legata all’autonomia. Il Progetto diventa dunque luogo di ricerca azione e di formazione sistematica, banco di prova anche per la “ scuola del mattino”. Si configura anche valido strumento per recuperare il drop – out e può essere adottato da qualsiasi istituto a questo scopo.

Il CTP diventa così luogo di formazione permanente anche per i docenti del territorio, svolgendo un ruolo di promozione, di coordinamento e di sperimentazione.

La messa a punto delle azioni previste dal progetto e il monitoraggio del medesimo saranno curati da un gruppo di lavoro congiunto tra CTP e ITSCG e che sarà composto da tre insegnanti per Scuola.
Non vi dovrebbero essere costi aggiuntivi di docenza perché si pensa di utilizzare nelle varie unità modulari della scuola superiore, sia personale in organico ITSCG che CTP ( provvisto della prescritta abilitazione)
.
Si potrebbero evidenziare esigenze di ampliamento di organico che risulterebbero soddisfabili con l’utilizzo di personale in esubero o in completamento dell’orario cattedra.

 

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