I diplomati del Cavour
Finalità - Metodologia
Universo di indagine
Diplomati ragionieri
Situazione lavorativa
Prime esperienze di lavoro
Settore di attività lavorativa
Tipologia di contratti
Formazione post-diploma e università
Diplomati geometri
Situazione lavorativa
Prime esperienze di lavoro
Settore attività lavorativa
Tipologia di contratti
Formazione post-disploma e università
Osservazioni conclusive

Osservazioni conclusive

Riepilogando i dati raccolti e rielaborati  nelle pagine precedenti, è possibile abbozzare alcune riflessioni.

Innanzitutto l'indagine mette in evidenza un calo dei diplomati, tanto ragionieri quanto geometri, nel corso dei tre anni osservati, ma ciò sembra essere in contrasto con l'interesse del mercato per le rispettive figure professionali. A confermare questa ipotesi intervengono i dati relativi all'occupazione: dopo tre anni dal diploma,  lavora il 67% dei ragionieri ed il 63% dei geometri. Se alle percentuali di coloro che hanno un impiego si aggiungono quelli che stanno frequentando un corso di studi universitario o di specializzazione post-diploma, la percentuale di coloro che è attualmente impegnata sale al 90% per i ragionieri e al 95% per i geometri. (Diplomati a.s. 1998/99) Se si depura la rimanente parte dei non occupati togliendo anche i maschi che stanno assolvendo agli obblighi di leva e coloro che non lavorano per loro scelta (non hanno cercato) la percentuale di non occupati scende a livelli minimi. A sostegno di tale ipotesi, intervengono anche i dati relativi alla coerenza fra l'attuale occupazione ed il corso di studi frequentato. A tre anni dal diploma, svolgono un lavoro coerente con il corso di studi frequentato il 79% dei ragionieri, che sembrano però adattarsi ad impieghi meno coerenti nei primi due anni dopo il diploma. Di segno opposto, invece, i dati relativi ai diplomati geometri: qui la coerenza sembra essere maggiore a livello di primo impiego ( 80% per i diplomati dell'a.s. 2000/01). Non si dispone dei dati per una più analitica interpretazione dell'informazione ma possono comunque essere azzardate le ipotesi che ciò sia dovuto o ad una maggiore efficacia e corrispondenza alle aspettative del mondo del lavoro del corso IETA rispetto a quello tradizionale ormai abbandonato, o alla scelta di differenti percorsi in relazione alla progressiva maturazione della propria professionalità attraverso l'esperienza lavorativa. Anche il settore prevalente di impiego, che risulta essere il terziario per l'87% dei ragionieri e per l'84% dei geometri diplomati da tre anni, contribuisce a confermare i precedenti dati relativi alla coerenza fra corso di studi frequentato ed attuale occupazione, viste le naturali vocazioni lavorative dei due diplomi.

Se si considerano poi i dati relativi al momento del primo impiego che evidenziano come, per entrambi i diplomi e soprattutto per le ragazze (le percentuali dei ragazzi sono inferiori, anche a causa degli obblighi di leva ancora da assolvere), la prima esperienza di lavoro sia cominciata entro sei mesi dal diploma, risulta evidente l'interesse del mercato per i diplomati dell'I.T.C.G. "Cavour". Questo interesse del mercato risulta tuttavia in contrasto con il numero dei diplomati che, come si è detto all'inizio, è invece in calo.

La scelta di differenti percorsi di studio, che evidentemente non pondera sufficientemente le esigenze del mercato, può essere dovuta alle ragioni più disparate. In questa sede si vuole porre l'attenzione  su di una possibile causa, al solo fine di suggerire alcuni spunti di  riflessione. Poiché il calo dei diplomati ragionieri e geometri è comune a tutto il territorio nazionale, è presumibile pensare che, nell'immaginario collettivo e soprattutto nella cultura delle famiglie che decidono insieme a loro il percorso di formazione dei propri figli, non assumano un peso rilevante i dati che la presente ricerca ha rilevato. Questo può valere soprattutto per il ragioniere che forse è ancora identificato con la figura non solo obsoleta, ma addirittura ormai scomparsa, del contabile dalle mezze maniche, tutto intento a compilare registri e a fare conti. Il ragioniere di oggi, pur potendo anche occuparsi di contabilità, può adempiere alle mansioni più disparate nelle differenti aree funzionali di qualsiasi  struttura, tanto pubblica che privata. I suoi compiti, pur essendo, soprattutto all'inizio della propria carriera lavorativa, prevalentemente esecutivi, fanno riferimento alla gestione e vengono normalmente svolti con l'utilizzo di strumenti informatici. La stessa contabilità è  ormai sempre informatizzata ed i compiti più ripetitivi demandati alla macchina possono lasciare il posto ad attività che richiedono spesso spirito di iniziativa ed intraprendenza, attitudini al problem solving, capacità di lavorare in  gruppo, attitudine ai rapporti interpersonali (si pensi ad esempio ad un commerciale), ecc..

A conferma di tale cambiamento della figura professionale del ragioniere vi è un ulteriore dato messo adeguatamente in evidenza dalla ricerca: l'incidenza della percentuale delle ragazze sui ragazzi diplomatisi nei tre anni osservati va sensibilmente calando. La maggior percentuale di ragazze nei corsi ragionieri è un dato che da sempre ha connotato questo corso di studi. Il maggior interesse dei maschi può essere visto come un'ulteriore segno di come tale figura professionale sia cambiata rispetto al passato. 
Un secondo aspetto che merita di essere osservato è quello dell'elevata percentuale di diplomati di entrambi i corsi che proseguono gli studi dopo il diploma (nell'ultimo anno scolastico osservato, sono il 74% dei ragionieri e l'83% dei geometri diplomati). In entrambi i casi, coloro che proseguono gli studi sono la maggioranza. Oltre all'elevato numero di coloro che proseguono gli studi, le interviste hanno rivelato anche che, pur essendo le facoltà più scelte quelle maggiormente attinenti al corso di studi frequentato (Economia, Informatica, Giurisprudenza, Lingue, Scienze Politiche per i ragionieri e Ingegneria e Architettura per i geometri), non mancano diversi casi di scelte di campi del tutto nuovi rispetto al percorso formativo intrapreso fino al diploma ( Lettere ,Farmacia, Scienze dell'educazione, Sociologia, ecc... per i ragionieri e  scienze motorie, Lingue, Giurisprudenza, Agraria, Veterinaria, Biologia, ecc...per i geometri). Sia l'elevato numero di diplomati che proseguono gli studi dopo il diploma, sia la scelta che talvolta viene fatta di facoltà molto diverse dal percorso formativo precedente sembrano suggerire un altro plus dei due diplomi: una formazione in grado di offrire, accanto ad una adeguata conoscenza delle nozioni necessarie nei contesti del mondo del lavoro che a queste due figure professionali si associano, un metodo di studio adeguato efficace spendibile in qualsiasi contesto universitario. E' vero che la presente ricerca non dispone dei dati relativi al successo negli studi universitari degli intervistati, essendo tutti quanti ancora frequentanti, ma le informazioni relative ai diplomati di più antica data che nel frattempo si sono laureati non sembrano far pensare che le percentuali di dispersione possono essere diverse da quelle della media nazionale.
Infine, le interviste hanno evidenziato come sia elevato anche il numero di coloro che, dopo il diploma, non intendono frequentare una  Facoltà universitaria, frequentino almeno un corso di specializzazione post-diploma, scelto praticamente sempre fra quelli finanziati dal Fondo Sociale Europeo. Fra i corsi frequentati, poi, la preferenza in genere è per quelli frequentati dall'Istituto "Cavour", scelta del resto naturale, visto che tutti gli intervistati si sono diplomati presso questo Istituto.

Le interviste hanno pertanto rivelato come i diplomati ragionieri e geometri dell'Istituto "Cavour" tendano ad avere la loro prima esperienza di lavoro entro sei mesi/un anno dal diploma: come a tre anni dal diploma la maggioranza di loro stia lavorando, svolgendo, molti di essi un lavoro coerente con il corso di studi frequentato; come coloro che non lavorano stiano quasi sempre proseguendo gli studi presso una Facoltà universitaria; come gli sbocchi universitari dei due diplomi siano, nell'esperienza degli intervistati, abbastanza diversificati.

In base ai dati raccolti, sembra pertanto adeguata l'offerta formativa dell'Istituto. Sta agli stakeholders, ed in particolare tanto agli operatori del contesto culturale, economico e sociale in cui l'Istituto "Cavour" presta tale offerta formativa, quanto alle famiglie dei ragazzi che si apprestano a scegliere il loro percorso di formazione superiore, valutare le opportunità offerte da questo Istituto. Ai ragazzi delle Scuole Medie, in particolare, ma atutti gli allievi frequentanti o ex-allievi diplomati,l'augurio di Albert Einstein:"Cerca di diventare non un uomo di successo, ma piuttosto un uomo di valore".

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